Trentaquattro lune
L'incontro...
Era una domenica di inizio febbraio quando io e mio fratello decidemmo d'incontrarci...
L'appuntamento era a casa sua per il pranzo...il primo pranzo insieme!
Mi girai intorno, il caos più totale!
Caos fuori e dentro di me...
Per prima cosa dovevo parlare con mio padre ma tale era la rabbia e tale era il dolore che non ne avevo il coraggio...
Telefonai a mio zio e gli chiesi di fare da tramite fra noi e così fù...
Insomma i più intimi sapevano e l'unica a non saper nulla ero io...
Ma perchè tutto ciò? La mia indipendenza me l'ero guadagnata senza l'aiuto di nessuno, da sola mi ero conquistata un ruolo d'infermiera in paesi del nord belli, ordinati ma ostili, tutto ciò non era bastato ad essere una donna oramai grande e diversa dalla bimba un pò particolare che loro ricordavano?
Erano ammutoliti tutti e seppi da una delle mie cugine che mia madre quando lo seppe (da una telefonata di "lei" che doveva essere fatta a me e non a una donna di settant'anni) e si confidò con loro, disse che se io lo avessi saputo me l'immaginavo già...
"Ehehehe"! Risi fra le lacrime...era una vita che sentivo il richiamo del sangue!
Un'altra delle cose che mi fece rabbia ed ora è stata sostituita da triste rassegnazione è stata quella che mi è stato tolto, da mia madre per prima, la possibilità di starle accanto e di aiutarla... si era chiusa al punto tale da ammalarsi e da non permettere a nessuno di oltrepassare quel muro...
E quindi non mi sbagliavo nemmeno quando dicevo che era lei che se ne era voluta andare non il male a prendersela e ciò l'avevo avvertito in quei pochi momenti che ero riuscita a praticarle il reiki...
Con questo turbine di emozioni che devastavano la mia anima, mi inbarcai per Napoli.
Avrei incontrato mio fratello e così fù...
Qualcuno in famiglia tento di dirmi di stare attenta ma io non gli diedi ascolto...attenta sarei dovuta stare a tutti loro!
Così io e Raf ci recammo all'incontro...
Sul raccordo di una statale dove avevamo fatto appuntamento lui e la moglie ci aspettavano con l'auto per indicarci la strada...
L'incontro avenne sotto il suo palazzo...ci guardammo negli occhi sotto gli sguardi di Raf e la moglie e ci abbracciammo...
Non vi so spiegare la sensazione...quella voce che udivo da bambina e quei sogni che popolavano le mie notti erano diventati realtà...
Non sapevo se ridere o piagere, se urlare o restare attonita nell'osservare quel giovane uomo dal mio stesso fisico longilineo, gli occhi lunghi e le mani come il padre...
Quelle mani che presi fra le mie per osservarle meglio...
Ci differisce solo il colore della pelle io chiara e lui scuro...
Chiara e lentigginosa come mamma...
Passammo il pomeriggio a guardare foto e a parlare di noi, fu il pomeriggio più bello della mia vita...Lui mi disse che io e lui dovevamo restare al di fuori di tutto ciò che ci circondava e che aveva avvelenato le nostre vite...
"Mamma voglio un fratellino" "La mamma non può dartelo è grandicella"...mi rispondeva la mia mamma ed io piangevo e attendevo la cicogna...
Una cicogna giunta trentaquattro lune dopo ma che ha permesso comunque di trovarci e di festeggiare il suo trentaquattresimo compleanno insieme a me!
E con quest'ultimo capitolo promesso, vi saluto momentaneamente; non volevo lasciare il blog abbandonato senza nemmeno un saluto e un augurio per queste vacanze che oramai sono alle porte!
Grazie di tutto vi prometto che mi farò un giro da voi e vi saluterò anche nei vostri blog..
Mi mancate tanto e mi aguro che quest'estate vi porti tanto riposo e serenità!
Un bacio enorme a tutti!
Felice Lugh!

